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La poesia dei colori di Tommaso Buscemi
Tommaso Buscemi nasce a Noto nel 1943. Dopo il diploma all’Istituto Statale d’Arte di Siracusa, continua a dedicarsi alla pittura, una passione coltivata fin da giovane e mai abbandonata. Porta avanti la propria ricerca artistica parallelamente al lavoro di funzionario presso l’Enichem di Augusta.
Tra il 1967 e il 1969 vive a Toronto, in Canada, dove prosegue la sua attività ed espone alcune opere. Nel 1976 tiene la sua prima mostra personale a Siracusa, nella sede di via Roma dell’Ente Siciliano Arte e Cultura. Negli anni successivi partecipa a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Il suo linguaggio figurativo assume progressivamente un’identità precisa, profondamente legata alla Sicilia sud-orientale, in particolare a Noto e al territorio circostante.
La sua pittura nasce soprattutto dall’osservazione del vero. Paesaggi, scorci urbani e nature morte, realizzati prevalentemente a olio su tela, diventano il mezzo attraverso cui esprime la propria visione della realtà. La critica ha definito il suo lavoro un «realismo estetizzante»: una pittura saldamente ancorata al dato visibile, ma lontana dalla semplice riproduzione. Attraverso la luce, il colore e l’equilibrio della composizione, ciò che l’artista osserva acquista infatti una dimensione personale.
Nei suoi paesaggi, ogni elemento contribuisce a costruire la scena. Le architetture barocche, i vicoli, le case, le piazze e le strade convivono con i segni della vita contemporanea: antenne, cavi elettrici, insegne e cartelli stradali. Buscemi non elimina queste presenze né cerca di offrire un’immagine idealizzata della Sicilia, accogliendole come parte di un territorio autentico e vissuto, dove la memoria convive ogni giorno con il presente. La luce, nelle sue tele, accende i colori, modella le superfici degli edifici e crea forti contrasti tra luce e ombra. Questa caratteristica emerge con particolare evidenza nelle vedute di Noto e Palazzolo Acreide, nei vicoli e nelle strade dei centri storici, nei paesaggi costieri e nelle opere ispirate alla Riserva naturale di Vendicari. In un testo critico dedicato alla sua opera si legge: «È il colore l’ingrediente che riesce nell’intento di rendere armonico il tutto. Attraverso la fusione cromatica, Buscemi riesce a creare quell’equilibrio di fondo che l’occhio umano percepisce come bello».
Il legame con Noto attraversa l’intero percorso di Buscemi. Nel 2000 espone nella Sala Dante del Teatro Comunale Vittorio Emanuele. Negli anni successivi l’artista continua a partecipare a esposizioni e iniziative culturali del territorio, mantenendo un rapporto costante con l’ambiente artistico netino.
Nel corso degli anni Dieci del Duemila affianca all’attività artistica un’esperienza di condivisione e insegnamento, conducendo un laboratorio di pittura in collaborazione con l’Auser. Nel 2025, a quasi cinquant’anni dalle prime esposizioni documentate e dopo oltre mezzo secolo di attività, l’ex Convento di Santa Chiara di Noto ospita la retrospettiva «La poesia dei colori». Attraverso una selezione di paesaggi, vedute urbane, nature morte e opere dedicate alla natura e ai luoghi della Sicilia, la mostra rappresenta una summa delle tappe principali della sua produzione.
Il titolo richiama uno degli aspetti più riconoscibili dell’opera di Tommaso Buscemi: Noto, il barocco, il mare, Vendicari, le strade e i vicoli siciliani non sono soltanto i soggetti dei suoi dipinti, ma formano il paesaggio umano e visivo al quale la sua ricerca è rimasta legata nel corso dei decenni.
Della sua pittura e della sua personale “poesia dei colori” hanno scritto nel tempo critici e osservatori, sottolineandone la spontaneità, la sensibilità cromatica e quell’«istintività elegante ma non ampollosa, fatta di pennellate rapide e leggere» che restituisce il «messaggio chiaro di un pittore che ama fare il pittore».
